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Piccole storie di ordinaria cittadinanza anonima
 giovedì 6 luglio 2017 17:01
Piccole storie  di ordinaria cittadinanza anonima



Storia di ordinaria quotidianità.Di quelle che meglio non farci caso mentre fatti e persone prendono forma sul filo delle parole di un padre che viaggia ben oltre la sessantina ed un duro lavoro ancora da assolvere.Ancora lontano dalla pensione di poche centinaia di euro che alla fine racimolerà alla fine di una vita intera sul fronte.A latere delle regressioni previdenziali degli anni ruggenti dell’individualismo che ha fatto tabula rasa delle conquiste collettive dei decenni di lotta,mancano “i marchi “,ovvero i contributi dovuti all’Inps in maniera bipartisan ,con differente percentuale,sia dal lavoratore (circa 1/3)che dai datori di lavoro(2/3) e mai versati nei lunghi periodi di lavoro nero.Per dimenticanza per carità ,o per carità vai a pensare che se metti in discussione la buona fede dei filantropi delle imprese, rischi di essere bollato,anche da alcuni che han sfogliato Giddens,come epigono dei trinariciuti cosi ben descritti da Guareschi.E già,ne han fatta di strada quelli della “terza via”per guadagnarsi le lusinghe e le pacche sulla spalle dei pennivendoli al servizio delle oligarchie.

Ha lavorato sodo per tutta la vita ,è l’unica cosa che ricorda di aver sempre fatto !Sin da ragazzo.Ma almeno quando era in “Cermania”i diritti li aveva tutti e riusciva a farsi persino le ferie d’estate.Ora le stagioni non esistono piu’,in qualsiasi settimana dell’anno,si carica di pesi e trasporta casa per casa,con la schiena che scricchiola paurosamente e la dispnea che lo soffoca ad ogni gradino di scala che sale.Si ritrova sconfitto,con quattro figli cresciuti,che non volle abbandonare in tenera età,decidendo di tornare .Anche perché sembrava che in quegli anni l’Italia dovesse cambiare:ricorda confusamente lo statuto dei lavoratori(fermatosi ben prima di Eboli)ed il Sistema sanitario nazionale per tutti. Mi parla persino di Bologna 77 e dopo scivola su Berlinguer davanti ai cancelli della Fiat.Dopo tutto fini con la marcia dei 40 mila.Sembra archeologia ed invece è la storia dietro l’angolo che ci portiamo in segno di sconfitta. Lui ricorda avvenimenti che ai piu’ sfuggono,perché era “Iscritto al partito”e nelle sezioni si parlava di queste cose ,mica come ora che la televisione non dice mai nulla di noi operai…sai dottò che ogni giorno muoiono sul lavoro almeno tre o quattro di noi?

Si lo so e so anche che fino a qualche anno orsono era prassi che si “morisse”al primo giorno di assunzione.

Ovvero che fino a quel momento in realtà molti avevano lavorato in nero ,e che quando un operaio cadeva da un cantiere o da una qualsiasi altezza in Pronto soccorso,come per i detenuti o le donne battute dalla violenza domestica dichiaravano di essere scivolati dalle scale.

E senti bestemmie contro l’intelligenza codificate nei nuovi luoghi di socializzazione che ti viene in soccorso l’analisi di Giogio Gaber:pensano per sentito dire…

Stamattina però voleva parlarmi della figlia.

Poco piu’ di trent’anni,un volto da attrice,due bambini ed un marito precario.Prova a dare una mano perché i “soldi in casa non bastanomai”.

Si ritrova con varie patologie,ma continua ad andare avanti,contratto a tempo parziale ma giornate piene e meno male che c’è mia madre che bada ai bambini.Mai nessun medico del lavoro incrociato,i suoi “filantropi”si sono distratti anche stavolta sulla legge 81/08.Il costo del lavoro elevato ,bisogna abbatterlo,meglio ancora renderlo servile come e piu’ di prima dello Statuto.Ed ora che persino gli orpelli finali della legge 300/70(Pensate c’era persino uno statuto dei lavoratori) son naufragati col Jobs Act tutto è tornato ad essere piu’ semplice e legale.

Hanno da sconfìggere la “concorrenza”e mica gli passa per la mente che i “corsi di formazione professionale”sono una roba che nulla ha da spartire con quei “mandrake”del consenso elettorale e della truffa che di tanto in tanto finiscono sulle cronache dei giornali.E neppure vogliono sentir parlare di “innovazioni tecnologiche”che sanno tanto di “liberismo”mentre è risaputo che esistono poche borghesie mondiali che eguagliano certi spuntoni del mercato locale in termini di ricerca di assistenza statale.

Eh si che da ste parti son piovuti miliardi di sovvenzioni e contributi regionali,statali,europei,(che nemmeno il piano Marshall,direbbe il mio amico Rocco Tassone)ma per una incredibile nemesi della storia la disoccupazione e la sottoccupazione son aumentate in maniera proporzionale.

Piccole storie di ordinaria cittadinanza anonima in un mondo popolato da ispettori generali di gogoliana memoria.

Dove i potenti ed i prepotenti sanno di farla franca tanto ci sarà sempre e comunque qualcuno disposto a rappresentarli in nome dell’interesse generale.

E cosi sia in nome della rassegnazione e dell’ignavia.

Angelo broccolo Medico
    COMUNICATO STAMPA
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