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“IL SIGNORAGGIO BANCARIO“, POESIA DI LUIGI VISCIGLIA
 giovedì 19 maggio 2016 21:49
“IL SIGNORAGGIO BANCARIO“, POESIA DI LUIGI VISCIGLIA La moneta!
Valore di scambio,
sovranità nazionale
emessa in nome del popolo sovrano.
I plutocrati!
Inventori del sogno americano
“schiavi senza catene”.
Liberismo per loro:
sottomissione sociale,
corrompere i governi,
clientelismo, potere,
nasce il signoraggio.
Grande truffa sociale.
Stampano cartamoneta in nome proprio,
cartai di ricchezza virtuale,
prestandoli agli Stati con interessi,
partorendo il debito pubblico.
Chi gestisce il denaro, controlla la società.
Chi ha svenduto le nostre anime?
Imprigionandoci in uno spazio libero.
Il signore degli eserciti
li protegge.
La musa Calliope
gioca con Pluto, dio del denaro.
Legiferano!
Togliendo sovranità nazionale.
Parassitario è il loro sistema,
arricchimento e impoverimento,
aprono e chiudono il flusso monetario,
crisi provocate per cedere regalità.
Nuovo ordine mondiale.
A lor confronto
opera pia è la mafia.
Benito Mussolini, John F. Kennedy, Aldo Moro
dissero no al signoraggio.
Bifolchi arricchiti,
liberi d’indebitarci.
Bassa è la loro mangiatoia,
bestie insaziabili.
Uomini di cultura,
cantori del niente,
dove siete?
Imprenditori!
Caporali senza autonomia,
schiavetti del sistema.
Anime assopite, svuotate,
cervelli drogati da giochi virtuali.
Sono morti
i custodi della sovranità.
Il padre di Juan Carlos,
sradicato, catapultato in Argentina,
lavora, sgobba, sacrificandosi, privandosi,
pagato con cartamoneta.
Un attimo di desolazione,
guarda attonito il misero denaro.
Dall’anima arriva il grido
silenzioso, straziante di dolore,
con ira strappa il denaro,
borbotta:
“Per queste banconote smerdate,
vivo lontano dal mio loco natio.
Elohim, Numi, Dei,Dio!
Ridatemi la sovranità!”.
Ammainato il vessillo dell’umana specie.
Lento cammina il gregge
verso la tosatura,
lentissimi sono i passi
verso la macellazione.
La pioggerellina!
Quando pioverà
su queste misere anime.

Luigi Visciglia
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