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La Pianista Di Auschwitz
di Suzy Zail
giovedì 21 gennaio 2016 10:50
 
La Pianista Di Auschwitz Ben ritrovati, come molti sanno il 26 gennaio è la giornata mondiale della memoria.
In questo periodo le librerie brulicano di libri dove viene trattato questo argomento, peccato però che molti di noi non prendono in considerazione il fatto che, leggere dell’olocausto e degli orrori del nazismo non sia un fatto limitato ad una data. Detto questo vi assicuro che per me è stato molto difficile fare una scelta tutti i libri che ho letto meritano una recensione , ma alla fine il libro che posterò ha avuto la meglio.
La pianista di Auschwitz è un libro carico di emozioni, spesso anche contrastanti tra di loro, è un libro paradossalmente di speranza dove la speranza tende a morire. E’ un libro dove immerso nella morte e nell’orrore più atroce l’arte si presenta come sopravvivenza pura, e l’odio può trasformarsi in amore.
Questa è una vera e propria storia di amore e crudeltà.
La protagonista principale è Hanna una quindicenne talentuosa e innamorata del suo pianoforte.
Pianoforte che si rivelerà l’arma vincente per la sua sopravvivenza.
Ebrea di media borghesia ungherese, conoscerà gli orrori dell’olocausto quando la sua città verrà rastrellata e dovrà allontanarsi dalla sua famiglia, portando però con se sua sorella Erika.
Sarà costretta insieme a quest’ultima ad affrontare la vita, se tale possiamo chiamarla, di uno dei campi di concentramento passati alla storia come il più duro, Auschwitz.
Quando tutto sembrava perduto però, un giorno le viene offerta la possibilità di regalare il suo talento, cioè suonare il piano, al comandante del lager presso la sua stessa villa.
Una scelta combattuta per Hanna, ma l’unica che potrà garantirle un minimo di sopravvivenza in quel luogo fatto solo di morte e privazione.
Entrata in villa Hanna si troverà a combattere con qualcosa di inaspettato ma soprattutto inappropriato per il tempo ed il luogo che sta vivendo. Qui conoscerà l’amore.
Un amore sofferto e odiato, un amore forse insano ma pur sempre un amore.
Conosce Karl figlio del comandante, che rinnega con forza la vita del padre.
Bello e affascinante farà breccia nel cuore della ragazza, dapprima suscitando in lei un sentimento di odio e disprezzo ma poi man mano che andranno avanti i sentimenti inizieranno a mutare in qualcosa di più profondo e umano, l’amore.
Questo libro è a mio parere un vero capolavoro. L’olocausto raccontato dal punto di vista di un adolescente, la libertà resa tale dall’amore verso la musica.
Un libro che ci racconta di un periodo spietato e crudele, ma che ci mostra come l’odio può mutarsi in amore.
Un ritratto tangibile e umanamente inconcepibile in tutta la sua efferata crudeltà, un libro sicuramente potente e di impatto emotivo.
È doveroso dire che i personaggi sono di pura fantasia, a dispetto di molti altri libri postati sull’argomento (vedi ovunque sarai di OLGA WATKINS), dove le vicende avevano toccato in prima persona l’autore.
L’autrice seppur non avendo vissuto in prima persona questa immane tragedia scrive il libro proprio per non dimenticare, anche se fondi ci dicono poco prima di morire il papà le fa una vera è propria rivelazione dicendogli di essere stato lui stesso un deportato.
Un libro da leggere, un libro da raccontare, un libro da regalare a chi ancora non sa o non vuole sapere che l’orrore è esistito ma che c’è sempre una via d’uscita a tutto.
Alla prossima recensione Filomena.

Titolo la pianista di Auschwitz
Autore Suzy Zail
Casa editrice Newton Compton Editori
Costo 9.90€
Articolo letto 610 volte      
 
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